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venerdì 20 marzo 2015

#SecondoMeeting: Consigli di... Scrittura

SU ANOSS.IT TROVATE LA BROCHURE CON IL PROGRAMMA COMPLETO DEL #SECONDOMEETING E IL MODULO D'ISCRIZIONE. 


Riportiamo la notizia pubblicata su Dapero ricerca sociosanitaria: nella seconda giornata del #SecondoMeeting delle Professioni Sociosanitarie a Piacenza Expo, ovvero il 23 Aprile, si terrà un laboratorio di scrittura creativa per esplorare se stessi e il proprio lavoro, raccontarsi attraverso "giochi, poesie, affabulazioni, pagine di scrittura immediata e racconti brevi", e affrontare lo stress e le tensioni che costellano l'attività di assistenza liberandoli sulla pagina...


Laboratorio di scrittura creativa in chiave autobiografica
Lo scrivere come sonda, ricognizione, restituzione degli aspetti consci e inconsci.
Gli incontri offrono l’opportunità di seguire una prima esperienza di scrittura creativa.
Quando la scrittura risponde alle emozioni e a queste, offre voce, quando il filo narrativo non obbedisce a visioni preconcette e quando c’è la disponibilità a scoprire e ad accogliere anche ciò che di sé non piace, senza aggrapparsi al già noto, allora il viaggio verso una migliore conoscenza di sé è possibile.
Lo scrivere di sé e della propria vita consente di unire il piacere della narrazione al guardare in profondità tra le pieghe e i temi importanti dell’esistenza.La condivisione dei testi apre la strada al confronto, allo scambio, al crearsi di momenti di vicinanza psicologica e, indirettamente, all’aiuto reciproco. Non costituisce un excursus letterario in senso stretto ma favorisce l’espressione personale, diretta e schietta, affidata alla parola.
Il lavoro prende forma come qualcosa che i partecipanti tessono, combinando i fili dell’esperienza e della vita ordinaria con quelli dei sentimenti, delle emozioni, dei pensieri pensati dal cuore. Ci si avvale di più “strumenti. Si procede tramite giochi, poesie, affabulazioni, pagine di scrittura immediata e racconti brevi.


Gli incontri sono guidati da Marco Franchini.
 
Info e contatti: marco.lettera32@tiscali.it 
Olga Chiaia -Psicologa psicoterapeuta 
Patrizia Montin- cultore della materia 
Fiorenza Fornasari-cultore della materia

SU ANOSS.IT TROVATE LA BROCHURE CON IL PROGRAMMA COMPLETO DEL #SECONDOMEETING E IL MODULO D'ISCRIZIONE. 

venerdì 13 marzo 2015

Consigli di lettura: "Anziani non autosufficienti e servizi family friendly"

Torniamo ai nostri Consigli di lettura spostandoci dall'antropologia per avventurarci nell'ambito di un'altra disciplina, per molti versi "sorella" della prima, che si occupa di assistenza e terza età; la sociologia.



A cura di Giovanna Rossi e Donatella Bramanti con l'Osservatorio Nazionale sulla Famiglia, Anziani non autosufficienti e servizi family friendly ha messo in luce diversi problemi nella risposta ai problemi che si presentano con la terza età e in particolare una "crescente difficoltà a rispondere in una prospettiva relazionale e di empowerment alla complessità dei bisogni che l'insorgenza di patologie croniche genera per i soggetti e per le loro famiglie", e attraverso l'analisi di pratiche "eccellenti" cerca di evidenziare trend positivi e nodi critici e avanzare proposte per sottolineare attraverso quali strade potrebbe migliorare l'assistenza.

Consigliamo la ricerca come lettura di approfondimento sebbene risalga a diversi anni fa (2006) perché in questo modo diventa possibile porci qualche domanda in più: siamo d'accordo con le osservazioni fatte all'epoca dalle curatrici e dagli autori dei contributi? Critiche, bisogni e trend positivi da "cavalcare" sono rimasti gli stessi o si sono modificati?

E le pratiche che decisamente avremmo dovuto attuare, quanto siamo riusciti effettivamente a metterle in pratica?


Anziani non autosufficienti e servizi family friendly, a cura di Giovanna Rossi e Donatella Bramanti, è edito da FrancoAngeli Edizioni.

giovedì 12 marzo 2015

Goodbye, Sir Terry Pratchett

Apprendiamo con grande tristezza la notizia della morte di Terry Pratchett, una delle menti più straordinarie della sua generazione e di diverse altre.


Terry Pratchett.

Sir Terence David John Pratchett è stato un autore britannico ammirato in tutto il mondo (e dal 2009 anche Cavaliere, con tanto di spada e più coraggio di quanto ne abbiano interi eserciti), indubbiamente uno dei migliori romanzieri del secolo e maestro indiscusso di comicità e immaginazione.

Ha creato diversi mondi fantastici ricchi di storie di immensa bellezza, meraviglia e acume, a ha reagito con energia e determinazione alla diagnosi di una rara forma precoce del morbo di Alzheimer ("C'è ancora tempo per scrivere qualche altro libro"), portando avanti un forte impegno non solo nelle donazioni personali alla ricerca (un milione di dollari all'Alzheimer Research Trust): l'autore si è infatti messo direttamente in gioco con le autorità nazionali e internazionali per incoraggiare una maggiore attenzione alla malattia che l'ha colpito e a temi importanti e critici come il "suicidio assistito".


Copertina italiana di A me le guardie!.

Il primo libro di Pratchett che ho letto è stato Guards! Guards! (in italiano A me le guardie!) e subito dopo averlo chiuso ne ho comprati e divorati, in qualche settimana, sette o otto. Ancora oggi mi capita, scrivendo racconti, di fissare la pagina bianca, di ripensare a una specifica combinazione di parole magistralmente disposta da lui (per far ridere il lettore, per stupirlo, per farlo rabbrividire d'incanto e riflettere con gusto) e di ripetermi: Se mai nella mia vita riuscissi ad avvicinarmi alla meraviglia di questa frase, di questa singola frase, ogni singola ora passata a scrivere sarebbe ripagata mille volte.

Questo è l'effetto che l'autore ha avuto su milioni di scrittori e lettori, e su altrettante persone colpite dall'Alzheimer che sono state incoraggiate da quello che è stato, su ogni livello possibile e immaginabile, uno dei più grandi Sognatori e Cantastorie di ogni tempo.


Il Mondo Disco, in cui si svolgono molte delle più celebri storie di Terry Pratchett.

Mi riesce semplicemente impossibile comunicare quanto esattamente questo individuo sia stato, sia e sarà importante per il mondo intero (come minimo): la sua morte è una perdita terribile. Ma, per dirla con le sue parole,


"Dio agisce in maniera imperscrutabile, per non dire circospetta. Dio non gioca a dadi con l'universo; il Suo è un gioco ineffabile che lui stesso ha concepito, e che, osservato attraverso gli occhi dei partecipanti, [cioè tutti] si potrebbe definire come un'oscura e complicata versione del poker, giocata in una stanza totalmente buia, con carte bianche, posta infinita, e un Mazziere che non spiega le regole e non smette mai di sorridere."
Da Good Omens (in italiano Buona Apocalisse a tutti!) di Terry Pratchett e Neil Gaiman. 

Ecco, se questo è il gioco a cui tutti giochiamo e abbiamo il controllo su una minuscola parte di questo gioco (quello che noi possiamo fare), c'è solo una cosa sensata che resta da dire su Sir Terry Pratchett.
Sir Terry Pratchett ha vinto.
E prenderlo come esempio non sarebbe una brutta cosa da fare.

venerdì 16 gennaio 2015

Consigli di lettura: Risvegli


Oggi vi consigliamo la lettura di Risvegli (Awakenings) di Oliver Sacks, saggio di argomento medico pubblicato nel 1973 (in Italia nel 1987, per la casa editrice Adelphi). Il libro descrive il decorso dei pazienti di una struttura di lungodegenza, affetti da una particolare malattia affine al morbo di Parkinson ma con differenti e più gravi ricadute sul piano neurologico, delle terapie attuate, degli effetti sui pazienti e così via. Ma lo fa miscelando al trattato medico/scientifico tradizionale narrazioni biografiche che aprono le porte sulle riflessioni del medico, sulla sua vita, su quelle dei pazienti e sulle loro interazioni.


Non per niente da questo saggio è stata tratta l'opera teatrale A kind of Alaska di Harold Pinter (Nobel per la letteratura) e il celebre film Awakenings diretto da Penny Marshall con Robin Williams e Robert De Niro, che abbiamo recensito sulle pagine di ANOSS Magazine 4 (Dicembre 2013) - se volete sfogliare la rivista e leggere la recensione direttamente online, cliccate qui.

Judi Dench and Anna Massey in A kind of Alaska, da HaroldPinter.org.

La lettura è sicuramente consigliata sia a chi è interessato all'ambito specifico e alle sue ricadute tanto strettamente cliniche quanto umane (per quanto sia possibile tracciare una linea di demarcazione), sia a chi è rimasto colpito dallo splendido film di Marshall o dall'opera di Pinter e vuole conoscere "la storia dietro la storia".

venerdì 19 dicembre 2014

Consigli di lettura: Prendersi cura


Il libro che consigliamo oggi è Prendersi cura: antropologia culturale per le professioni sociosanitarie, dell'antropologa Anna Casella Paltrinieri, docente all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia e ricercatrice che ha lavorato in Africa, America, Asia, Oceania ed Europa occupandosi di molti ambiti diversi: problematiche rurali e urbane, di genere, familiari e "questioni culunarie" ("dal 2008 tiene sulla rivista Popoli una rubrica di etnogastronomia").


Anna Casella Paltrinieri.
Via NST.
Tra antropologia e assistenza esiste un legame potenzialmente stretto e produttivo, che cerchiamo di indagare sia sulle pagine della rivista che su questo blog, e per chi volesse approfondire l'argomento Prendersi cura è un buon punto di partenza "nostrano" per capire che cosa hanno da dire gli "studiosi dell'Altro" al mondo sociosanitario - e viceversa.

Ecco l'abstract del testo:

Come tutte le azioni umane, anche quella di “prendersi cura” assume significati sociali, culturali e simbolici. La cura nei confronti di persone impedite, malate o nel disagio mette in atto una relazione speciale, che, riconoscendo la dipendenza, cerca di garantire il raggiungimento del massimo di autonomia e integrazione possibile. Essa, perciò, richiede all’operatore (sia esso sanitario, educatore, volontario) sensibilità umana e competenza professionale, per riuscire a comprendere la condizione mentale della persona che si assiste e indagare le modalità della relazione terapeutica. Le discipline antropologiche hanno da tempo avviato una ricerca sugli aspetti culturali dello stato di salute/malattia, sulle rappresentazioni che vi si riferiscono, sulle concezioni del corpo, sulle immagini relative al ruolo delle istituzioni e degli operatori sanitari, sui processi di cura. Questo volume, frutto dell’insegnamento di anni presso i corsi di laurea in scienze infermieristiche, indaga nelle problematiche dell’assistenza offrendo spunti di riflessione e di azione a tutti coloro che, a vario titolo, sono impegnati nella complessa relazione di assistenza e cura.

Buona lettura.

lunedì 15 dicembre 2014

Consigli di lettura: Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve


Per questa settimana (un po' in ritardo a causa del convegno di Rimini, di cui potete leggere a questo link) vi consigliamo la lettura del romanzo Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve di Jonasson Jonas, pubblicato in Italia da Bompiani.
Dal romanzo è stato tratto anche un film uscito da pochi mesi (Aprile 2014) scritto da Felix Herngren e Hans Ingemansson per la regia di Felix Herngren.

Il personaggio principale del racconto, Allan Karlson compie cento anni e per l’occasione la casa di riposo dove vive da anni intende festeggiarlo in modo solenne. Allan però decide di scappare dall'ospizio senza avere alcuna destinazione in mente. Arrivato alla stazione dei pullman, durante l'attesa prima della partenza, Allan si imbatte in un giovane, biondo, strano e troppo fiducioso nei confronti del vecchietto. Non potendo entrare nella piccola cabina della toilette pubblica con un'enorme valigia da cui non si separa mai, il giovane chiede ad Allan di curala per pochi minuti. Arriva una corriera, Allan vi sale portando con sé la grossa valigia dello strano giovane, senza sapere che quel biondino è un criminale affiliato ad una gang dedita al traffico della droga.


Insomma, leggendo Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve c'è molto da ridere e altrettanto "cibo per il pensiero". Che altro possiamo dire, evitando gli spoiler? Divertitevi, e buona lettura.