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lunedì 22 dicembre 2014

Racconto: "Alba" (Parte 3/4)




Sorrido al cucciolo e tento di riportare il discorso sui fantasmi. Per la storia locale gli basta chiedere, ma i fantasmi non li può intervistare.
Lo sa che il Meccanico Mario ha visto un parlamentare dell'Ottocento con la tuba?” Gli chiedo. “Uno simpatico. È sparito nel muro.”
Succede, con i fantasmi.
Lo sa che la signora Guendalina si è ritrovata Nikola Tesla in camera, neanche due settimane fa? Dice che gli ha fatto solo il caffè, ma per me è rimasto lì tutta la notte.” E che notte dev'essere stata. Glielo dico perché anche questa ondata di fantasmi dovrà finire, come ogni distrazione, e quando uno è anziano questo ha: fantasmi e storie e quel peculiare tipo di saggezza distratta, quasi stregonesca.
Bisogna far passare il tempo.


Nikola Tesla.
Via Wikipedia.

Ma lei lo sa come si vestivano gli Etruschi? No, perché così scopriamo se il belloccio del mese scorso era uno di loro. Non vorremmo mai che ricomparisse per leggere il futuro in un qualche uccellino, eh? Ormai le regole sono cambiate, dai suoi tempi."
Il ragazzo ride, ma i vecchi ridono meglio dei giovani, date retta a me: più ruggine, dà più gusto. O forse è solo che più si invecchia e più si apprezza l'amaro, come con i cavolini di Bruxelles.
Gli chiedo se sa come mai si chiamino cavolini di Bruxelles. Non lo sa.
“Che diamine di storico è allora?”
È fin troppo facile divertirsi con i giovani - con questi giovani qua, almeno: quelli obbligati a tollerarti con pazienza. Un parco giochi, davvero.

Alla signora Guendalina i fantasmi fanno paura, scopro discutendo con lui. Ecco, visto? Non si va avanti quando gli ospiti diventano più spaventati che curiosi. Gli anziani lo sono davvero, fragili, sotto un bel po' di aspetti, e bisogna starci attenti. Però sono anche la cosa più vicina alle querce che l'umanità possa vantarsi di aver prodotto – a me piacciono le querce, e anche gli anziani, è naturale. È naturale anche che ogni tanto mi lasci un po' andare.
Mi rassegno e gli consiglio di continuare con la sua idea: storia locale e memorie. Gli OSS raccolgono le storie di vita degli ospiti da anni, che cominci da quelle. Parziali, filtrate, ma indagare è il suo lavoro, no?
Vi sembrerà noioso, il cucciolo, ma per me è pur sempre una piccola stella in attesa di brillare, di vivere e di esplodere.



Wolf-Rayet Star.
Via Wikipedia.
Potrebbe essere qualunque cosa: forse combatterà nella prossima Grande Guerra, a colpi di cannoni laser invisibili su titaniche navi da guerra e bombe intelligenti lanciate da politici idioti e tweet fuorvianti; o forse inventerà una nuova forma di protesta pacifica, che scintillerà per qualche decade, cambiando il mondo prima che il mondo la bruci e rimodelli secondo le sue voglie e i suoi istinti.
Potrebbe diventare un pirata. La vedo difficile, ma potrebbe. Un attivista digitale o un criminale nascosto su una piccola nave con qualche mitragliatore e la coscienza coperta di cicatrici.
Ci sono ottime chance che impari a preparare un buon caffè, o che perlomeno stringa amicizie abbastanza forti da fargli credere che sia in grado di farlo. Che trovi un meraviglioso amore che lo prepari per lui.
Resterà lucido fino al suo ultimo giorno o anche lui affronterà la nebbia? La nebbia è terribile, ma fa parte di questo mondo come il sesso e l'odore dei chicchi di caffè e del soffritto di cipolle. Una come me deve amministrare anche la nebbia.

Sarà uno storico o un meccanico, un antropologo o un barbone, una fiamma di meraviglia pura o una scia di cenere che crea disegni incomprensibili, mediocri, bellissimi. Tutto può succedere: non prevedo mica il futuro, io. Ma qualunque cosa ha radici da qualche parte, e io di quelle mi occupo.


Via Geograph.

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